MONTEVECCHIA E VALLE DEL CURONE

VISITE GUIDATE – programma 2020

Le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone organizzano visite guidate nei luoghi più belli ed interessanti dell’area protetta.

Per informazioni scrivere all’indirizzo gev@parcocurone.it.

Per partecipare alle visite guidate occorre versare un contributo di tre euro (se non altrimenti precisato nei particolari della visita) mentre i bambini fino a 12 anni partecipano sempre gratuitamente.
Tutte le visite guidate sono a numero chiuso ed è quindi obbligatorio prenotarsi inviando una e-mail all’indirizzo gev@parcocurone.it: i luoghi di ritrovo verranno comunicati all’atto dell’accettazione della prenotazione.
Si raccomandano abbigliamento e calzature adatti alle escursioni.

Le GEV sono disponibili a concordare visite guidate su percorsi specifici per gruppi organizzati.

Il Parco e le GEV non si assumono alcuna responsabilità per danni a persone o a cose. I bambini devono essere accompagnati.
L’orario indicato è quello della partenza, presentarsi nei luoghi di ritrovo almeno un quarto d’ora prima.

 

Domenica 26 gennaio 2020 – ore 9.00
LE TRACCE DEGLI ANIMALI

Una mattinata alla scoperta dei segni più nascosti e indecifrabili, per sapere quale animale ha attraversato il sentiero prima del nostro passaggio… E scoprire che accanto a noi, spesso a nostra insaputa, un mondo di esseri viventi conduce la propria vita.

 

Sabato 8 febbraio 2020 – uscita serale ore 21.00
NOTTURNA AL PLENILUNIO D’INVERNO

Una passeggiata di contemplazione della Natura di notte, nel silenzio, tra panorami mozzafiato ed illuminati dalla luna piena. Visiteremo anche una antica cantina e ci riscalderemo con il vin brulè (contributo di 5 Euro).

 

Domenica 22 marzo 2020 – ore 6.00
L’ALBA NEL BOSCO

Siete mai stati nel folto di un bosco quando le prime luci dell’alba spazzano via il buio della notte? Per tutti voi ecco l’avventura di una visita guidata estremamente “mattutina” per stupirsi dei suoni del risveglio del bosco alla scoperta dei canti degli uccelli.

 

Domenica 19 aprile 2020 – ore 8.30
TREKKING “DALLA PIANURA AL LAGO”

Escursione di tutta la giornata – Pranzo al sacco a cura dei partecipanti.
Saliremo verso il polmone verde del Monte di Brianza percorrendo sentieri di diversa lunghezza e difficoltà che permettono di riscoprire la realtà di antichi borghi, molti dei quali oggi abbandonati, ma che rappresentano un piacevole contrasto con il caos della metropoli poco distante.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la “Associazione Monte di Brianza”.

 

Domenica 17 maggio 2020 – ore 9.00
LE RONDINI

Ci avvisano dell’arrivo della primavera e ci rallegrano con il loro canto, le osserviamo volare nei cieli d’estate. Hanno scelto da secoli di abitare proprio accanto a noi, usando i tetti delle nostre cascine entrando così a far parte della nostra tradizione e cultura. Ora che la loro stessa sopravvivenza è minacciata da cambiamenti poco rispettosi per l’ambiente, andremo alla scoperta del loro habitat ideale tra antiche cascine, campi e filari di alberi.

 

Domenica 31 maggio 2020 – ore 9.00
L’INTELLIGENZA DELLE PIANTE: NUOVE PROSPETTIVE PER L’UMANITA’

L’osservazione delle piante e del loro comportamento ci offre l’occasione di conoscere la loro intelligenza silenziosa. Un modo nuovo di considerare il mondo vegetale non solo per quello che ha da offrirci ma anche per quello che ha da insegnarci.

 

Domenica 7 giugno 2020 – ore 9.00
LIBELLULE E FARFALLE

Un’occasione unica per osservare in natura due delle specie più diffuse e affascinanti di insetti, imparando ad osservarle e conoscerle insieme, durante una passeggiata per facili sentieri in cui si parlerà della loro vita, di ecosistema, di difesa del territorio e corteggiamento, di accoppiamento e deposizione delle uova, del mito della metamorfosi cantato da Ovidio, di piante nutrici e migrazioni.

 

Domenica 21 giugno 2020 – ore 9.00
LE ERBE SOLSTIZIALI

 Sono le “erbe magiche” per eccellenza, note fin dai tempi antichi per le loro proprietà. Nella notte del solstizio d’estate venivano raccolte da donne sapienti per essere utilizzate a beneficio della collettività. Queste conoscitrici dei segreti della natura, in seguito furono tacciate di stregoneria, ma parte di quel sapere si è tramandato fino ad oggi. Riscopriamolo insieme in un viaggio tra realtà e antiche credenze.

 

Sabato 4 luglio 2020 – uscita serale ore 21.00
ARMONIE MUSICALI NEL PARCO

Una escursione inedita e meditativa sul far della sera, in uno dei luoghi tra i più panoramici del Parco per volare con il proprio sguardo sulle luci della Pianura Padana che si accendono, cullati dall’armonia di una dolce e particolare musica dal vivo.

 

Mercoledì 12 agosto 2020 – uscita serale ore 21.00
LE STELLE CADENTI

Anche quest’anno torna l’osservazione astronomica in collaborazione con gli astrofili di Villasanta; se la serata sarà tersa oltre alle luci del cielo vedremo anche quelle della pianura! (nessun contributo è richiesto)

 

Domenica 13 settembre 2020 – ore 9.00
MINUTE MERAVIGLIE!

Uno sguardo, un poco meno distratto del solito, al variegatissimo e straordinario mondo degli Insetti. Una camminata nei prati del Parco per un incontro ravvicinato con mantidi, cavallette, farfalle e con chi altro avrà la bontà di farsi scoprire!

 

Domenica 20 settembre 2020 – ore 9.00
MIELE: UN GIOCO D’API

Un percorso per scoprire dove, di cosa e come si nutrono (le api), la profonda relazione con l’ambiente e l’agricoltura ed il loro significato come bioindicatori. Visiteremo un apiario ed un laboratorio di produzione di miele.

 

Domenica 27 settembre 2020 – ore 9.00
IL REGNO DEI FUNGHI

I funghi sono abitanti silenziosi del bosco ma fondamentali per l’equilibrio e la continuazione della vita sulla Terra. Conoscerli per rispettarli… Un immancabile appuntamento autunnale con gli amici dell’Associazione Micologica “Bresadola” di Missaglia.

 

Domenica 11 ottobre 2020 – ore 9.00
TREKKING D’AUTUNNO

Escursione di tutta la giornata – Pranzo al sacco a cura dei partecipanti
Una camminata tra la pianura e le prime colline del Parco, tra campi coltivati e vallette boscate, con all’orizzonte la collina di Montevecchia e le Prealpi.

Domenica 8 novembre 2020
Passeggiando nel parco – Osservando la natura
(2° concorso fotografico PER SMARTPHONE)

Una piacevole passeggiata alla scoperta di luoghi, luci e colori affascinanti e irripetibili. Conosceremo le particolarità degli habitat più caratteristici del Parco, scopriremo interessanti curiosità sulle specie botaniche che incontreremo, circondati da paesaggi colorati di autunno che cattureremo con il nostro smartphone. Passeggiata fotografica rivolta a tutti i fotoamatori non professionisti. Le foto più belle saranno proiettate a Ca’ Soldato. (Dettagli e regolamento verranno comunicati all’atto della prenotazione).

 

Domenica 29 novembre 2020 – ore 9.00
SCALINATE AROMATICHE

Un suggestivo percorso attraverso sentieri sconosciuti e scalinate in pietra utilizzate nei secoli per trasportare con il “gerlo” a spalla il rosmarino, la salvia e le erbe aromatiche, prodotti tipici della collina di Montevecchia. Aperitivo finale “aromatico” (contributo di 5 Euro con piccolo aperitivo).

 

La stazione ornitologica è aperta su prenotazione tutto l’anno, specie per attività didattiche con le scolaresche, e si può visitare liberamente tutti i giorni durante le annuali campagne di inanellamento.
E’ possibile raggiungere la Stazione percorrendo per circa 2 Km la strada che da Galbiate sale all’Eremo (Via Balassi), poi deviazione per Costa Perla.
Per informazioni e prenotazioni:

Tel. (39) 0341.542266 – info@parcobarro.it

ANTICHI MESTIERI: COME FUNZIONAVA L’IMPIANTO DI COSTA PERLA

L’impianto di aucupio a Costa Perla è uno dei più estesi ed articolati della Lombardia e si componeva di due roccoli e di due bresciane.
Qui si trovano numerosi pannelli che illustrano l’attività (oggi vietata dalla legislazione) che in passato veniva svolta sia al roccolo che alla bresciana.

Le immagini ed i testi che seguono sono tratti dai pannelli di Costa Perla.

IL ROCCOLO

Il roccolo (ul ròcul), propriamente detto, si estende sia davanti sia dietro al casello principale in muratura della proprietà, da cui partono, davanti come dietro, una doppia corona di alberi di carpino bianco (i carpenès) sagomati a pergolato (ul scigalée) che circoscrive la parte a vista dell’impianto. La vegetazione di queste corone viene potata in modo da formare dei finestroni, attraverso i quali filtra la luce nascondendo la rete alla vista degli uccelli.

All’interno delle radure che si vedono dal castello si trovano alberi invitanti per i volatili: il carpino nero (ul càrpen), il tasso (ul tas), il ginepro (ul zanéber o zabranéch), il tiglio (ul tèi), la roverella (la rùgul), l’orniello (la nus màta), l’azzarolo (ul lazzarén), il sorbo montano (la ‘zzòrba).

Un’altra funzione del pergolato era quella di nascondere le gabbie con gli uccelli da richiamo, normalmente appese a diverse altezze sull’intelaiatura del pergolato. Altri richiami efficaci per i loro movimenti erano chiusi in gabbioni posati a terra (i càmpan).

La parte anteriore dell’impianto, detta la panza del ròcul o ul ròcul de sòt, era quella che permetteva le catture più abbondanti, ad esempio di cesene (la viscàrda) o di tordi sasselli (ul dresén), ma ancora più efficaci, specie per i tordi (ul duurt) di passo, erano le reti poste sul declivio sottostante, dette passata e sottotondo. Nel primo caso si trattava di una rete posta come un muro lungo il versante morenico, nel secondo la rete seguiva un po’ più in basso il profilo anteriore curvo del roccolo.

L’edificio è normalmente formato da tre piani.
Il primo serviva da ricovero per gli uccelli da richiamo e per gli attrezzi di cattura.
Il secondo costituiva il ricovero dell’uccellatore (ul ruculée).

Il piano superiore era adibito alle operazioni di avvistamento e da lì l’uccellatore induceva la cattura degli uccelli.

Egli lanciava gli spauracchi (i sburèi) (disegno 1) al di sopra dei migratori (2) posati sui rami secchi sporgenti dal verde, i quali, spaventati, fuggivano verso il basso incappando nelle reti.
Dopo essere stati estratti dalle reti, gli uccelli venivano posti all’interno di ceste di vimini (3), o grembiuli a sacco dove, al buio, si tranquillizzavano prima di essere sistemati nelle gabbie.

I migratori erano attirati anche da zimbelli, imbragati sopra una postazione all’interno del roccolo (4) oppure sul berceau (5), che potevano svolazzare appoggiandosi su un piano coperto di zolle.
Gli zimbelli erano indotti a muoversi dall’uccellatore per mezzo di una lunga cordicella che li sollecitava a svolazzare, quando avvistava degli stormi di uccelli in arrivo, prima che fossero sopra al roccolo.

LA BRESCIANA

La bresàna indica lo spazio antistante il casello superiore che è presente nella proprietà, dove oggi ha sede la sezione museale del Museo Etnografico dell’Alta Brianza. Oltre ai carpini e alle siepi di bosso (martelìna), nella radura dell’impianto di cattura si trovano il corniolo sanguinello (ul sanguanèl), l’azzarolo (ul lazzarén), il sorbo (la ‘zzòrba o sòrba), il ciliegio selvatico (l’erbarola) con i loro frutti appetitosi (pastura), alcune varietà di pino (ul pén), la roverella (la rùgul).

I migratori, arrivati in questo luogo, si posavano sulle piante più alte o sui rami secchi (disegno 1) delle stesse, attirati dai canti degli uccelli da richiamo (i riciàm).
Da qui potevano scorgere i loro simili impossibilitati a volare (dapprima fringuelli e più avanti peppole) venendo così indotti ad abbassarsi sul terreno.

I richiami usati nella bresciana erano costituiti da uccelli cantori (de primavera) tenuti in gabbie appese su alti pali (la spia so l’anténa) (2), sui sostegni del pergolato o da altri chiusi in gabbie lunghe e molto basse (i curidùur) (3), in cui gli uccelli potevano solo camminare o correre, disposta in bella vista sul terreno.
Altri uccelli a cui erano state spuntate le penne delle ali – normalmente fringuelli (ul franguél) o le peppole (ul muntanèl) – venivano lasciati liberi di muoversi all’interno di un recinto rettangolare (ul fuunt) scavato nel terreno (4)

Quando i volatiti erano a terra (5), l’uccellatore, nascosto nel piano alto del casello superiore (6), dava un colpo violento e repentino alla corda disposta lungo l’asse maggiore della bresciana, sulla quale erano legate le placche di lamiera (la tiradùra) (7) facendo fuggire ed irretire le prede (8).
Una estremità della tiradùra era fissata alla cima di un’altra pianta che stava sul bordo tondo nella parte bassa della bresciana, mentre l’altro capo dotato di un manico di legno stava nel casello dal lato opposto, ove scorreva su una carrucola.
Alla corda era fissato anche un campanaccio che contribuiva a spaventare ancora di più gli uccelli.

Fonte Parco Monte Barro
Testi a cura di Massimo Pirovano
Disegni di Antonio Monteverdi
Progetto grafico di Click Art di Daniela Fioroni

Sede del Parco:
23851 Galbiate (LC)
Via Bertarelli n. 11 – Tel. 0341-542266
www.parcobarro.it
info@parcobarro.it

Il Museo etnografico in località Camporeso è aperto:
Martedì, Mercoledì e Venerdì dalle 9.00 alle 12.30
Sabato e Domenica dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00

Il Centro Parco e il Museo Archeologico in località Eremo sono aperti:
Mercoledi dalle 14.00 alle 17.00 (da aprile a settembre)
Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00