PROGETTO DI COOPERAZIONE NAZIONALE

P-ART: Una pietra sopra l’altra – Un’arte da custodire

TECNICA COSTRUTTIVA STORICA LOCALE:
RILEVAZIONE DESCRITTIVA DI MANUFATTI

Gruppo di lavoro:
Dott. Ing.
Maurizio Mazzoleni
Dott.ssa
Sara Invernizzi

INDAGINE SULLE EMERGENZE LOCALI DI COSTRUZIONI IN PIETRA A SECCO

APPROFONDIMENTO DI CASI STUDIO

TERRAZZAMENTI DI CA’ TORBA

CARATTERISTICHE PAESAGGISTICHE E AMBIENTALI

I terrazzamenti di Ca’ Torba (Pianeì- Pianelle) sono posti sul versante pedemontano della Valle San Martino, tra i comuni di Carenno e Calolziocorte, ad una quota che va dai 600 s.l.m. sino a fondo valle, in direzione del lago di Olginate.
Furono realizzati artificialmente dall’uomo a fini agricoli.
Lungo il versante a pendenza più dolce hanno un’ampiezza variabile dai 10 ai 20 ml, con esposizione sud-ovest. Ad inizio ‘900 interessavano un’area storicamente di facile coltivazione, sia perché percorribili, per ampiezza, anche da mezzi con animali per aratura e trasporto, sia per la buona esposizione, sia, infine, per la presenza di innumerevoli fontanili, pozze, sorgenti e ruscelli attivi anche nei periodi di siccità. Condizioni che rendevano redditizia un’agricoltura di collina. Coltivata da mezzadri, la zona apparteneva, agli inizi del ‘900, ad un unico proprietario.

CARATTERISTICHE GEOLOGICHE E CONSEGUENTI TIPOLOGIE DEI MANUFATTI A SECCO

I terrazzamenti di Ca’ Torba (Pianelle) sono costituiti da depositi morenici della Valle San Martino, nei comuni di Carenno e Calolziocorte. La presenza di trovanti, ciottoli e ghiaia ha condizionato le tipologie dei manufatti in pietra a secco.
Durante i lavori di realizzazione dei terrazzamenti artificiali, venivano alla luce grossi massi (trovanti) di diversa dimensione, ciottoli e ghiaia: materiali che venivano rimossi dalle aree destinate alle coltivazioni (perché ostacolo all’aratura) e accantonati per altri utilizzi in loco, essendo molto faticoso, se non impossibile, trasportarli altrove:
– i trovanti di diversa dimensione venivano utilizzati per la costruzione di argini dei torrenti e per muri a secco (muri in boccioni) o per la costruzione delle cascine tipiche del territorio, costituite da stalla al piano terra e fienile al piano primo;
– i ciottoli venivano usati per la realizzazione dei drenaggi e per pavimentazione a secco (come illustrato nelle altre schede).

ACCESSIBILITÀ E VIABILITÀ

I terrazzamenti di Ca’ Torba erano serviti da un sentiero pedonale che collegava la residenza e le cantine della famiglia Rosa al loro podere. Parallelamente correva la ben più importante strada comunale carrabile di collegamento tra Calolziocorte e Carenno, toccando Lorentino, Moioli e la stessa Ca’ Torba. La possibilità di utilizzare tale percorso consentiva ai coltivatori di Ca’ Torba di trasportare a Valle i propri prodotti agricoli a mezzo carri a trazione animale. Mezzi che potevano accedere anche ai pianèi coltivati, data la loro larghezza e pendenza.
Tutta la viabilità della zona, sia pedonale che carrabile, aveva un fondo in selciato realizzato con i ciottoli lisci di forma arrotondata tipica dei depositi morenici della zona: tipologia di materiale che permette anche un’ottima regimazione delle acque e la salvaguarda del territorio e dei terrazzamenti.

STATO DI CONSERVAZIONE

I terrazzamenti di Ca’ Torba sono ben conservati, grazie alla loro configurazione in ampi piani, che ha permesso oggi l’utilizzo di mezzi agricoli meccanici (trattori, motozappe, falciatrici) facilitando il lavoro anche da parte dei cosiddetti agricoltori del sabato e delle domeniche, in settimana impegnati in fabbrica.

LE MEMORIE

È di notevole interesse storico il manufatto di Ca’ Torba, già abitazione dei mezzadri, tipica costruzione della nostra zona, così come la cascina (stalla e fienile) in prossimità di Moioli, costruita interamente a secco.
La località Torba, data la sua importanza per la comunità, è ricca di storie e leggende.

IL DEGRADO

Degli originari terrazzamenti sono ben conservati circa il 40 %. Il rimanente è stato invaso dal bosco e dalle selve di castagno, il che ha comportato il degrado dei manufatti a secco, in particolare dei muretti a secco e dei sistemi di regimentazione delle acque (cunette, pozzi) che hanno subito un notevole danno, mettendo in pericolo l’equilibrio idrogeologico dell’area.

ATTUALE UTILIZZO E PARTICOLARI SIGNIFICATIVI

Attualmente due nuove aziende agricole stanno recuperando alcuni terrazzamenti. Durante i lavori sono riemersi trovanti, ciottoli e ghiaie, tipici dei depositi Morenici. Il materiale viene setacciato, i trovanti utilizzati per i muri, i ciottoli e la ghiaia per il sottofondo. I ciottoli idonei vengono accantonati per i selciati, mentre il terreno spietrato viene utilizzato per i terrazzamenti.
Le fasi esecutive sono identiche a quelle utilizzate nei secoli scorsi ma impiegando mezzi moderni meccanici (escavatori, ruspe, trattori).
Oggi i terrazzamenti sono coltivati a Mais Scaiolo di Carenno, patate, fieno e frutti (melo, ciliegio, fichi, castagne), mentre è quasi scomparso il vigneto.