PROGETTO DI COOPERAZIONE NAZIONALE

P-ART: Una pietra sopra l’altra – Un’arte da custodire

TECNICA COSTRUTTIVA STORICA LOCALE:
RILEVAZIONE DESCRITTIVA DI MANUFATTI

Gruppo di lavoro:
Dott. Ing.
Maurizio Mazzoleni
Dott.ssa
Sara Invernizzi

INDAGINE SULLE EMERGENZE LOCALI DI COSTRUZIONI IN PIETRA A SECCO

RILEVAZIONE DESCRITTIVA DI MULATTIERE

LOCALITA’ MADONNA DELLA NEVE – PONTIDA

IDENTIFICAZIONE:

Antica via di comunicazione da Pontida centro a Gronfaleggio

CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE:

– Nell’attacco della mulattiera l’estensione della stessa è di circa 4 metri, così come la grandezza della pavimentazione antistante la chiesa Madonna della Neve
– Pendenza abbastanza elevata dovuta alla necessità di accesso alla chiesa stessa, alla quale si è risolto creando una scala di accesso in selciato
– Disposizione delle pietre (scalinata di accesso): argilliti rettangolari fini disposte regolarmente per la lunghezza. Loggiato della chiesa: arenaria in grosse lastre squadrate disposte con linearità
– Argilliti e arenarie grigie e ocra di provenienza locale
– Non si nota vegetazione rilevante in quanto tutto il complesso selciato è regolarmente manutenuto

DESCRIZIONE:

Davanti alla chiesa seicentesca si trova, in corrispondenza del piccolo loggiato di accesso, una bella pavimentazione a corsi regolari di grosse lastre di arenaria locale; la mulattiera di accesso, negli immediati pressi dell’edificio, è ancora in buono stato di conservazione.

La pavimentazione antistante la chiesa Madonna della Neve è realizzata in lastre di arenaria di dimensioni abbastanza uniformi (ca 35×50 cm), dalle tonalità grigio-ocra screziate da venature più scure o chiare.

Interessante notare le geometrie e la texture nel punto di contatto tra la pavimentazione antistante la chiesa e l’inizio della mulattiera che, passando da Ca’ Frosco, scende fino al centro di Pontida. In questo punto, trovandosi la chiesa su una sommità e presentandosi una pendenza piuttosto accentuata, i gradini sono molto ravvicinati, creando una composizione che sembra quasi un mosaico: il gioco delle pietre in arenaria e argilliti, dalle diverse lunghezze, ma simile spessore, che si alternano ed incastrano, affiancandosi alle lastre piane, ma screziate, della pavimentazione.

EVIDENZE ETNOGRAFICO-STORICHE

1630: costruzione della chiesa al posto di una vecchia tribulina; tra il 1756 e il 1774 la chiesa viene ampliata così come è l’edificio attuale

STATO DI CONSERVAZIONE:

OTTIMO